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Questa notte ho sognato. Fatto straordinario per chi vive la propria vita allungata su di un lasso di tempo cosi’ ampio, poiche’, dopo i primi due secoli, ogni fatto che accade durante la veglia viene rallentato dall’esperienza, percepito nei dettagli e assimilato del tutto. Cosi’ poco lavoro resta da smaltire, durante il sonno, all’inconscio. Ma stanotte ho sognato, e di questo mi rallegro.

Ho nostalgia dei sogni come ho nostalgia, sempre crescente, di quel principio vitale che mi muove e che i mortali chiamano anima. Ebbene… nel sogno c’era un airone. Aveva tratti confusi tra un mondo e quell’altro e non sapevo bene come chiamarlo. All’inizio mi faceva ridere, mi incuriosiva. Poi ha spiccato un balzo, un “volo”, per meglio dire. Probabilmente mi voleva venire accanto, ma date le larghe ali, non poteva avvicinarsi se non dopo aver disegnato un lungo cerchio sulla mia testa. Quando e’ atterrato alla mia destra, l’airone s’e’ tramutato in donna. Una donna bambina. Mi ha guardato famelica, come fossi un pesce da pescare sulle onde del mare, col lungo becco. Poi, resasi conto che non era piu’ airone, s’e’ guardata in grembo. Era nuda, e me ne sono accorto anche io quando lei s’e’ guardata. Cosi’ s’e’ rannicchiata sulle lunghe gambe ed e’ arrossita, prima di vincere lo sgomento per il perduto travestimento e tornare a fissarmi negli occhi. Io non potevo fare a meno di spiarle la schiena, la colonna vertebrale piantata come una spada tra le natiche. Le braccia le aveva conserte, subito sotto i piccoli seni. Ho avuto una erezione, probabilmente non solo nel sogno. E lei se ne deve essere accorta, nonostante nella delirante scena onirica indossassi un ampio saio che tutto celava. Era come averla nella testa, nel cervello. Come avessimo identiche terminazioni neurali a parlarci dei nostri due organismi staccati.

Stamattina mi sono svegliato con il sorriso sulle labbra per il fatto di aver finalmente sognato (non mi accadeva dal maggio del 2008). E con il pene duro in maniera, sembra, irrimediabile. Cosi’ ho deciso di uscire alla ricerca di qualcosa in cui sfogare questa rigida disperazione. Carne e sangue, chiedo. So che saro’ esaudito.

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